Coronavirus: Contagi e Conteggi. Cosa potremmo scoprire conoscendo i dati reali sulla diffusione del coronavirus?


Conteggi e ContagiCoronavirus. I dati continuamente divulgati attraverso i mass-media relativamente ai contagi da SARS-CoV-2 (sars-covid-19) sembrano parlare sempre di incremento del numero di positivi e del numero dei decessi. A volte parlano di curve ma difficilmente assistiamo a una chiara indicazione su come andrebbero letti i dati. Esistono diversi problemi relativi alla raccolta dei dati e altri relativi all’interpretazione e quindi alla comunicazione legata alla diffusione degli stessi. A volte per comprendere davvero una situazione è necessario trasformare almeno i dati grezzi in percentuali.
Per poter creare delle percentuali abbiamo bisogno di un riferimento. Ad esempio potremmo voler conoscere quanto sia la percentuale di contagiati rispetto alla popolazione generale oppure quanti contagiati da coronavirus ci siano tra il campione al quale è stato somministrato il tampone. Lo stesso dicasi per i decessi. Si potrebbe cercare di conoscere quanti morti realmente ci siano su tutta la popolazione italiana e quanti invece ci siano rispetto ai controllati o ancora quanti siano i decessi rispetto ai casi trovati positivi.

Un’adeguata comunicazione, basata sempre su dati ufficialmente diffusi dalle “autorità” di riferimento, può aiutare a comprendere l’entità reale del fenomeno, farsi una chiara opinione e magari ridimensionare la paura o il panico associato alla pandemia (o epidemia). L’allarmismo lo sappiamo è un mezzo che fa spesso gola ai mass-media. La notizia più è d’impatto emotivo più condiziona il nostro giudizio e modo di pensare. Non è certo un “segreto di Stato” che i mass-media sfruttino titoli sensazionalistici, un linguaggio impressionistico e spesso privo di dettagli. Una metodologie psicologica di massa piuttosto nota. Un martellamento tale che alla fine è davvero difficile conoscere l’impatto reale di un fenomeno. Anche i vari Governi si adeguano al sensazionalismo. Infatti alcune scelte  politiche potrebbero essere messe in atto anche per non andare contro l’opinione pubblica. Ricordiamo che i politici si troveranno sempre in campagna elettorale e che la loro condotta determinerà il voto della popolazione. Il clima entro il quale ci accingiamo a leggere i dati, quindi, avrebbe bisogno di maggiore neutralità, cosa piuttosto difficile da ottenere.

Per potere interpretare i dati abbiamo bisogno però anche di conoscere alcuni dettagli che spesso non sono così chiari come ci si potrebbe aspettare. A volte dietro ad alcuni termini c’è la nostra ignoranza della materia e così alcune parole scivolano sulla “superficie” senza rimanere impresse nei nostri centri di percezione più evoluti. Insomma, molte parole chiave sfuggono alla nostra comprensione!

Cercheremo di focalizzare l’attenzione su qualche variabile e qualche concetto che servirà per analizzare meglio anche questo articolo e i dati che stiamo trasformando in percentuali.

Abbiamo diversi campioni di riferimento che saranno di nostro interesse per calcolare le percentuali basandoci ovviamente sui dati ufficiali divulgati. Per il momento prendiamo in considerazione due campioni di riferimento:

  1. Popolazione Generale. è l’insieme di tutta la popolazione di riferimento. Esempio: popolazione generale italiana censita: 60.400.000 abitanti (circa).
  2. Popolazione dei Controllati con Tampone: il numero di tamponi dichiaratamente effettuati. All’atto della stesura di questo articolo (15 aprile 2020) il numero dei controllati con tampone è 1.117.404 persone.

Per trasformare i dati grezzi in percentuale l’operazione è molto semplice. Basta dividere il numero del dato di interesse del nostro studio per il campione di riferimento. Ad esempio per conoscere il numero di decessi rispetto alla popolazione generale dobbiamo dividere il numero grezzo dei morti per il sessantamilioniquattrocentomila censiti in Italia e poi moltiplicare il risultato per 100.

Prima di procedere con i calcoli e presentare il nostro grafico sull’andamento dei contagi, dei decessi e degli attuali positivi relativamente al coronavirus, abbiamo bisogno di considerare alcuni fatti piuttosto importanti, se non fondamentali.

Parliamo della causa di morte rispetto al SARS-CoV-2 (sars-codiv-19).

I dati forniti dalla protezione civile italiana, dati considerati da tutti ufficiali e ai quali faremo sempre riferimento in questa sede, non ci dicono molto sulla causa dei decessi rispetto al coronavirus. Sarà poi probabilmente compito, nel prossimo futuro, di enti di ricerca statistica controllare una per una tutte le cartelle cliniche dei pazienti conteggiati. Per ora possiamo soltanto cercare di capire il fenomeno tenendo in considerazione quanto segue:

Differenza tra decessi “per malattia”, “per complicanze da malattia” e “con positività” legata al coronavirus. Non è sufficiente essere positivi al SARS-CoV-2 per essere considerati malati. Il virus non è indicatore esclusivo di malattia, è necessario che si presentino dei sintomi. Il virus potrebbe non causare alcuna malattia, come potrebbe causare sintomi lievi. Possono così esistere anche pazienti asintomatici (senza sintomi) o pazienti paucisintomatici (con pochi sintomi sotto soglia di malattia). La SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome), acuta sindrome respiratoria grave, è una forma di polmonite in questo specifico caso causata dal CoV-2 ma non significa che essere positivi al CoV-2 equivalga a sviluppare tale malattia. Premesso questo cerchiamo di comprendere la differenza tra morti “per”, “con” o “per complicanze da”.

I morti “per” malattia causata da coronavirus sono quei decessi privi di altre patologie pregresse e in buono stato di salute prima di essere affetti dalla SARS causata direttamente dal virus.

I decessi “con” coronavirus invece sono tutti quei morti che semplicemente siano risultati positivi al CoV-2, anche da un’analisi post-morte. Un dato in questo momento piuttosto “normale” visto che il virus potrebbe trovare terreno fertile con difese immunitarie abbassate. Questa considerazione è di fondamentale importanza perché un decesso per infarto positivo al virus nCoV-2 è comunque un morto per infarto. Ricordiamo, ed è fondamentale, che in Italia, soltanto nel 2019 ci sono stati ben 640.000 (circa) decessi per ogni tipo di causa, più dell’1% della popolazione generale.

Altro caso sono i decessi “per complicanze” legate allo sviluppo di patologie respiratorie associate al coronavirus. In quest’ultimo caso parliamo di persone con patologie pregresse, infezioni e difese immunitarie deficitarie che hanno accelerato o favorito il decesso.

I dati forniti dalla protezione civile italiana non discriminano. Vanno quindi considerati come un tutt’uno ovvero come decessi “con” coronavirus. Infatti i dati divulgati sembrerebbero riferirsi a chiunque, deceduto, sia risultato positivo al virus.

Un’altra informazione necessaria da tenere in considerazione è che, stando ai dati diffusi dalle fonti ufficiali, dall’ultima rilevazione ben 45.000 persone in un anno muoiono per infezioni prese in ospedale ovvero per aggravamenti iatrogeni. Perché citiamo questo dato? Perché in questo momento storico, visto lo stato di emergenza, vista la continua informazione circa una sanità attualmente al collasso, è importante capire che, nella migliore delle ipotesi, il numero di morti per infezioni ospedaliere sia almeno stabile. Significa che, nei conteggi, sarebbe necessario sapere quanti decessi siano stati favoriti da infezioni relative alle cure. E’ inoltre importantissimo sapere che ben il 35% delle infezioni iatrogene avvengono per terapie di “ventilazione assistita”.
Potremmo ipotizzare che, in questa situazione di emergenza e, lo ripetiamo, con una sanità che viene indicata, dai mass-media e da fonti governative, sull’orlo del collasso per numero di ricoveri in terapia intensiva e riduzione di personale sanitario, il numero di infezioni iatrogene potrebbero addirittura essere aumentata in modo significativo.

Di nuovo la non discriminazione delle cause reali di decessi tra “per”, “con” o “per complicanze” è un problema importante nella reale valutazione delle stime percentuali. Invitiamo così il lettore a tenere in considerazione quanto affermato per poter leggere i dati in modo critico, sapendo che probabilmente nel prossimo futuro potremmo conoscere cosa sia realmente avvenuto.

DATI PERCENTUALI IN ITALIA EMERGENZA CORONAVIRUS

In questa sede abbiamo deciso di soffermarci su alcune voci che potrebbero essere di interesse generale in merito alla situazione di Stato Pandemico da SARS-CoV-2. La fonte, come già indicato, è quella ufficiale della protezione civile italiana. Abbiamo semplicemente trasformato i dati grezzi forniti dall’ente in dati percentuali. Infine abbiamo realizzato un semplice grafico di andamento tra le date del 14 marzo e il 15 aprile 2020.
Ripetiamo l’importanza di valutare le percentuali in relazione ai tamponi realmente effettuati anziché, come fanno fin troppo spesso i mass-media e alcuni enti, fornire soltanto i dati grezzi. I dati grezzi indicheranno sempre un incremento perché sono un semplice conteggio di quanti positivi sono stati verificati all’interno di un certo periodo. Le percentuali invece ci offrono una visione più chiara dell’andamento. Ovviamente, per la “legge di grandi numeri”, maggiori saranno i tamponi effettuati maggiori le probabilità di ottenere un’immagine più nitida della situazione.

Percentuali al 15 aprile 2020

  • Totale dei Tamponi Effettuati: 1.117.404
  • Popolazione Generale: 60.400.000 persone (circa)
  • Percentuale dei Tamponi su Popolazione Generale: 1,85% (circa)

  • Totale degli Attuali Positivi: 105.418
  • Percentuale Positivi CoV-2 Attuali su Tampone: 9,43%
  • Percentuale Attuali Positivi su Popolazione Generale: 0,17% (circa)

  • Totale dei Decessi: 21.645
  • Percentuale dei Decessi su Tampone: 1,94%
  • Percentuale dei Decessi su Popolazione Generale: 0,036% (circa)

  • Totale dei Guariti e Dimessi: 38.042
  • Percentuale dei Guariti e Dimessi su Tampone: 23,06

GRAFICO SULL’ANDAMENTO PERCENTUALI

Grafico Percentuali Coronavirus Decessi Positivi e Guariti

Il grafico riportato mostra chiaramente come nel periodo di riferimento (dal 14 marzo al 15 aprile 2020) la percentuale dei decessi su tampone abbia avuto un picco del 2,45% il 31 marzo 2020 e da allora è iniziata una discesa fino a raggiungere, ad oggi (15.04.2020), l’1,94%. Significa che in relazione alla popolazione controllata (un milione centodiciassettemila quattrocentroquattro persone) sono deceduti l’1,94% risultati positivi al coronavirus. Ricordiamo, al fine una lettura più chiara dei dati, che il numero di decessi è relativo a tutti i morti positivi al cov-2 e non ai soli decessi per coronavirus o ai soli decessi per complicanze. Quell’1,94% comprende quindi tutti i decessi positivi senza discriminare la reale causa di morte.

Il numero degli attuali positivi è in netta e costante diminuzione. Va precisato che per “attuali positivi” s’intende il numero di positivi decurtati del numero dei guariti e dimessi e del numero dei decessi. Attualmente la percentuale dei positivi rispetto all’intera popolazione controllata è del 9,43%. Quindi su 1.107.404 controllati con tampone il 9,43% è attualmente positivo indipendentemente dalla gravità dei sintomi. Questo dato include quindi tutti i positivi rispetto ai controlli anche se fossero asintomatici o paucisintomatici ovvero comprende anche quelli che hanno assenza di sintomi o sintomi lievi.

Il numero dei guariti e dimessi è in netta salita. Attualmente i guariti e dimessi sono il 23,06% rispetto alla popolazione controllata con tampone.

Le curve sembrerebbero suggerire un miglioramento della situazione. Non sappiamo davvero se siano state le misure restrittive ad aver migliorato la situazione o altre variabili come ad esempio i cambiamenti climatici (passaggio dall’inverno alla primavera) o altri fattori. Interessante notare come nelle regioni del Centro Sud ci siano molti meno contagi e morti rispetto alle regioni del Centro-Nord. Le regioni del nord sono intervenute prima con restrizioni eppure i contagi e i decessi hanno superato nettamente quelli in regioni che hanno applicato misure restrittive in momenti successivi. Insomma una cosa è certa, questa situazione risulta ancora poco chiara.

 

a cura di
Redazione SIC NEWS

come citare questa fonte

SIC NEWS (2020)
Coronavirus: Contagi e Conteggi. Cosa potremmo scoprire
conoscendo i dati reali sulla diffusione del coronavirus?
Milano, 15 aprile 2020. IDEAGONO.NET

 

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